NOT-Only wine festival

Per le strade di Citta di Castello, in mezzo Palazzi Storici e scenari da cartolina si è svolto  “Only Wine festival”. Manifestazione articolata da una svariata ricchezza di eventi, connubio ben riuscito nel bel centro storico di Città di Castello tra arte, cultura, vino, cibo e non solo. Padiglioni dedicati anche alla degustazione di birre artigianali, whisky e sigari. Il mondo del vino in modo particolare è stato dedicato a quei piccoli produttori che non avendo nomi altisonanti alle spalle, faticano ad emergere pur avendo un grande potenziale qualitativo, 350 etichette hanno esposto negli ambiti del Festival.

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Only Wine Festival

Anche quest’anno la manifestazione Only Wine a Città di Castello in Umbria si conferma un appuntamento immancabile, per conoscere e degustare giovani produttori impegnati sempre di più a raccontare il territorio nei propri vini. Merito di ciò spetta al fervido impegno di Sandro Camilli, presidente di AIS Umbria, della delegata Tiziana Croci e delle squadre di qualificati sommelier, di Andrea ed Emanuela, a promuovere con passione sincera, la volontà di comunicare il mondo del vino con l’entusiasmo e l’appropriatezza che merita.

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L’Only Wine Festival 2017 dal punto di vista di un Wine Blogger

Wine Blog Roll

La quarta edizione dell’Only Wine Festival si è appena conclusa e già si tirano le somme di un evento che non ha eguali a livello nazionale e che, di anno in anno, ha saputo crescere e sviluppare quello slancio che è e deve essere insito nel concept della manifestazione che più di ogni altra offre un focus mirato e centrato su giovani vignaioli e piccole cantine italiane e, da quest’anno, anche straniere.

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Vin de la neu, il nettare di Bacco prodotto sotto la neve

Gazzetta del gusto

A Coredo (TN), nella Val di Non, il giovane agronomo Nicola Biasi produce il Vin de la neu (il vino della neve), un bianco complesso e delicato destinato ad una nicchia di estimatori. L’abbiamo provato e ve ne parliamo.

Ci troviamo a 900 metri sul livello del mare, a Coredo, in Trentino Alto Adige. Il terreno è fertile e produttivo per le celebri mele che fanno conoscere la Val di Non nel mondo. Ma un agronomo illuminato e (forse) un po’ folle chiede al padre, proprietario del fondo, di togliere il redditizio frutto per impiantare viti.

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NICOLA BIASI, WINEMAKER, TRENTO, ITALY

The creative brothers

Coredo (Trento), Val di Non, circa 830 mt sul livello del mare. È qui che incontriamo Nicola Biasi, enologo ora consulente a Montalcino, classe 1981 che, dopo numerose esperienze importanti alla ricerca di stimoli sempre nuovi, nel 2012 ha scelto di impiantare in una terra nuova (letteralmente) la sua ultima impresa:

un ettaro di Johanniter, un vitigno bianco che Nicola ha sorprendentemente innestato laddove normalmente si trovano soltanto le famose mele della Val di Non. Un vigneto allevato a Guyot e sottoposto alle cure meticolose di Biasi fino alla fatidica data del 12 ottobre 2013: durante la prima vendemmia, sotto una nevicata “pazzesca” come la definisce lui stesso, ha dato origine al Vin de la Neu (in dialetto noneso “vino della neve”).

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Nicola Biasi e il Vin de la Neu

I Grandi Vini

«La mia sfida: portare la viticoltura a quasi mille metri, in una zona da sempre vocata alla produzione di mele». L’ultimo progetto di Nicola Biasi, senza dubbio uno dei giovani enologi più apprezzati del panorama nazionale (nel 2015 si è aggiudicato il premio Next in Wine dei Preparatori d’Uva Simonit & Sirch), è un’azienda tutta sua in Val di Non, a Coredo. Nasce così il Vin de la Neu, prodotto a partire dalla varietà ibrida Johanniter, un incrocio tra Riesling e Pinot grigio particolarmente resistente alle malattie fungine e quindi più sostenibile.

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Mai sentito parlare di ibridi interspecifici? Vin de la Neu e le nuove frontiere del bio

Intravino

Immaginatevi di possedere un vigneto in montagna, coccolato per anni come un pezzetto della vostra vita, messo da parte per il futuro, mentre girate il mondo come enologo in una notissima cantina conosciuta sui mercati globali. Immaginatevi di aver finalmente il via libera per vendemmiare e imbottigliare per conto vostro. E che il giorno giusto sia arrivato una metà di ottobre, dopo un lunghissimo periodo di maturazione sui tralci senza muffe e problemi nonostante pioggia e clima difficile.

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Con Nicola Biasi abbiamo parlato dei cambiamenti del panorama vinicolo

I Grandi Vini

E del progetto sperimentale Wine Research Team… e di molto altro ancora!

Mai quanto ora il panorama vinicolo si sta modificando, sollecitato da un lato dalle sfide climatiche – andamento insolito del meteo, nuovi parassiti – e, dall’altro, da una tecnologia che permette di raggiungere risultati sinora impensabili. Vitigni resistenti e lavorazioni all’avanguardia promettono di cambiare il futuro enoico sia nazionale che estero.

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