L’Only Wine Festival 2017 dal punto di vista di un Wine Blogger

Wine Blog Roll

La quarta edizione dell’Only Wine Festival si è appena conclusa e già si tirano le somme di un evento che non ha eguali a livello nazionale e che, di anno in anno, ha saputo crescere e sviluppare quello slancio che è e deve essere insito nel concept della manifestazione che più di ogni altra offre un focus mirato e centrato su giovani vignaioli e piccole cantine italiane e, da quest’anno, anche straniere.

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Vin de la neu, il nettare di Bacco prodotto sotto la neve

Gazzetta del gusto

A Coredo (TN), nella Val di Non, il giovane agronomo Nicola Biasi produce il Vin de la neu (il vino della neve), un bianco complesso e delicato destinato ad una nicchia di estimatori. L’abbiamo provato e ve ne parliamo.

Ci troviamo a 900 metri sul livello del mare, a Coredo, in Trentino Alto Adige. Il terreno è fertile e produttivo per le celebri mele che fanno conoscere la Val di Non nel mondo. Ma un agronomo illuminato e (forse) un po’ folle chiede al padre, proprietario del fondo, di togliere il redditizio frutto per impiantare viti.

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NICOLA BIASI, WINEMAKER, TRENTO, ITALY

The creative brothers

Coredo (Trento), Val di Non, circa 830 mt sul livello del mare. È qui che incontriamo Nicola Biasi, enologo ora consulente a Montalcino, classe 1981 che, dopo numerose esperienze importanti alla ricerca di stimoli sempre nuovi, nel 2012 ha scelto di impiantare in una terra nuova (letteralmente) la sua ultima impresa:

un ettaro di Johanniter, un vitigno bianco che Nicola ha sorprendentemente innestato laddove normalmente si trovano soltanto le famose mele della Val di Non. Un vigneto allevato a Guyot e sottoposto alle cure meticolose di Biasi fino alla fatidica data del 12 ottobre 2013: durante la prima vendemmia, sotto una nevicata “pazzesca” come la definisce lui stesso, ha dato origine al Vin de la Neu (in dialetto noneso “vino della neve”).

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Nicola Biasi e il Vin de la Neu

I Grandi Vini

«La mia sfida: portare la viticoltura a quasi mille metri, in una zona da sempre vocata alla produzione di mele». L’ultimo progetto di Nicola Biasi, senza dubbio uno dei giovani enologi più apprezzati del panorama nazionale (nel 2015 si è aggiudicato il premio Next in Wine dei Preparatori d’Uva Simonit & Sirch), è un’azienda tutta sua in Val di Non, a Coredo. Nasce così il Vin de la Neu, prodotto a partire dalla varietà ibrida Johanniter, un incrocio tra Riesling e Pinot grigio particolarmente resistente alle malattie fungine e quindi più sostenibile.

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Mai sentito parlare di ibridi interspecifici? Vin de la Neu e le nuove frontiere del bio

Intravino

Immaginatevi di possedere un vigneto in montagna, coccolato per anni come un pezzetto della vostra vita, messo da parte per il futuro, mentre girate il mondo come enologo in una notissima cantina conosciuta sui mercati globali. Immaginatevi di aver finalmente il via libera per vendemmiare e imbottigliare per conto vostro. E che il giorno giusto sia arrivato una metà di ottobre, dopo un lunghissimo periodo di maturazione sui tralci senza muffe e problemi nonostante pioggia e clima difficile.

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Con Nicola Biasi abbiamo parlato dei cambiamenti del panorama vinicolo

I Grandi Vini

E del progetto sperimentale Wine Research Team… e di molto altro ancora!

Mai quanto ora il panorama vinicolo si sta modificando, sollecitato da un lato dalle sfide climatiche – andamento insolito del meteo, nuovi parassiti – e, dall’altro, da una tecnologia che permette di raggiungere risultati sinora impensabili. Vitigni resistenti e lavorazioni all’avanguardia promettono di cambiare il futuro enoico sia nazionale che estero.

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I quaderni di Wine News

I quaderni di Wine News

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Fare vino a novecento metri

Adige

Adige

“NEXTINWINE 2015”, IL PREMIO FIRMATO “SIMONIT & SIRCH” PER I TALENTI UNDER 35 DELLA VIGNA ITALIA VA A NICOLA BIASI PER IL SUO PROGETTO “VIN DE LA NEU”, CHE, IN TRENTINO, AL POSTO DEL MELO, HA RIPORTATO LA VIGNA OLTRE GLI 800 METRI

Wine News

Spiantare i meli in uno dei territori d’Italia e forse del mondo dove rendono di più, il Trentino, per lanciarsi in un progetto di viticoltura di alta montagna (oltre gli 800 metri), e dove le temperature vanno da -8 a +35 gradi centigradi, per il “Vin de la Neu” (http://goo.gl/7q0FPB), che unisce conoscenza del territorio, storia ed innovazione: è la filosofia che ha consentitno al giovane enolgo Nicola Biasi, 34 anni ma già con esperienza in importanti realtà vinicole del Belpaese, di aggiudicarsi il premio “NextInWine 2015”, riservato ai giovani talenti under 35 della Vigna Italia Simonit & Sirch Preparatori d’Uva e la Scuola Italiana di Potatura della Vite (www.preparatoriuva.it), in collaborazione con Bibenda e Fondazione Italiana Sommelier, e già andato negli anni a nomi come Pierpaolo Di Franco e Davide Fasolini di Dirupi, Arianna Occhipinti, Roberto Matzeu.

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